domenica 29 giugno 2008

La vita è un brivido che vola via...


"Spinoza diceva che chi detiene il potere ha bisogno che le persone siano affette da tristezza. Noi invece siamo qui per portare un po' di gioia". Così, da dietro le quinte, Vasco apre il suo concerto nella seconda serata all'Arechi di Salerno. Il pubblico lo acclama, lo osanna, lo reclama a gran voce, fremendo nell'attesa di quel ritmo violento che scalda il sangue nelle vene e libera l'adrenalina.
Parte la carrellata dei nuovi successi e poi i vecchi: quelli che tutti cantano e gridano con tutta la voce.
Piccole pillole dei primi testi e poi ancora successi e ritmi possenti fino alle note di Rewind. Vasco è un fiume in piena che non resiste ad argini e sversa nel mare di folla tutta la grinta, la carica e la voglia di vivere di cui è capace. Le voci si uniscono alla sua e diventano grida quando lo "scorrimento lento" culmina nel bacio dei pollici e degli indici. E' li che stringi la donna che ti sta accanto e la guardi negli occhi aspettando di poterle gridare "fammi godere".
Piccole pause ma è ancora musica. Musica e politica, musica e ideali, musica e amore, musica e momenti di vita, fino al saluto all'amico Riva: ancora musica, musica e amicizia.
Ancora piccole pause, ma Vasco non è stanco. Ritorna sul palco. Canta, grida, salta, corre e poi saluta con le note del suo grande successo "Albachiara" andando via quasi tutto nudo.
Questo è Vasco, se viva per cantare o canti per vivere non importa. "E' tutto un'equilibrio sopra la follia". Trasmette emozioni, trasmette voglia di vivere, "porta gioia".
Ad un suo concerto vale la pena di assistere, almeno una volta nella vita. E anche se "la vita è un brivido che vola via", io, questo brivido, lo sento ancora sotto pelle.
Grazie Vasco

mercoledì 25 giugno 2008

Contraddizione a destra!

Ieri pomeriggio, 24 Giugno 2008, il Senato della Repubblica ha approvato il decreto sicurezza contenente un emendamento che prevede il blocco dei processi per i reati che non creano allarme sociale commessi fino al giugno 2002, tra cui quello Mills in cui è imputato il premier Silvio Berlusconi, per dare priorità a quelli per fatti gravi e gravissimi.
Alla faccia della certezza della pena.
Ebbene sì. Destra e centrodestra sempre più a gran voce chiedono la certezza della pena. Ma per chi? Per gli altri non per loro. Per quelli che già stanno in carcere. Per quelli che stanno tenendo una buona condotta. Per quelli che il carcere ha educato assolvendo pienamente alla sua unica funzione. Certo non per i colpevoli che stanno a spasso per le strade, sugli scanni del potere da dove possono perseguire e perseverare nei "leciti" illeciti.
Alla faccia del voto contrario all'indulto e delle speculazioni su di esso.
Non è un indulto questo? No è peggio. L'indulto è un provvedimento generale di clemenza con cui il capo dello stato, su delega delle camere, condona in tutto o in parte o commuta le pene inflitte per determinati reati. Questo, invece, è una vera è propria legittimazione del crimine.

giovedì 12 giugno 2008

Umberto Nobile Costituente


Sfogliando le pagine di agorà, rivista a cura dell'associazione culturale PRO LAURO, in un articolo di Severino Santorelli leggo di Umberto Nobile costituente.
Sapevo dell'audace esploratore, dell'ingegnere innovatore, ma non dell'innovatore costituente.
Un aspetto, quest'ultimo, molto affascinante e che va approfondita ulteriormente.
Leggendo l'articolo oltre ad un Nobile particolarmente innovativo, si scopre un profondo conoscitore della società e delle problematiche che la riguardano. Infatti, l'esperienze artiche, i viaggi in Russia ed in America, paesi totalmente diversi nei costumi e nelle strutture, lo aprono a profonde riflessioni sui modelli di società e sulle derive di queste.
Ecco, dunque, che negli interventi alla costituente, oltre ad essere concreto, finisce con l'anticipare i tempi trattando argomenti assolutamente innovativi per l'epoca, ma soprattutto prevedendo il sorgere di problemi che ancora oggi affliggono la società in cui viviamo e che a distanza di 60 anni vengono ancora dibattutti alla stessa stregua.
E' sorprendente leggere di Nobile in merito alle autonomie. Problema molto sentito ancora oggi. Egli intuisce che il federalismo porterà a squilibri economici e sociali tra le regioni ed è palesemente contrario. Nondimeno all'abolizione delle province.
Di grande interesse anche le posizioni di Nobile in merito al potere legislativo e al sistema bicamerale che non porterebbe altro che un inutile aumento dei costi della politica. Altro problema non solo attuale ma che tutti si rifiutano di affrontare.
Lo stesso si può dire in merito alle elezioni presidenziali, che, secondo Nobile, avrebbe dovuto essere eletto dal popolo e non solo dai parlamentari.
Infine le discussioni in merito al riconoscimento dei figli nati fuori dal matrimonio, la pornografia e la censura, l'abolizione dei titoli nobiliari ed il senso rieducativo della pena. Un concetto quest'ultimo che, sebbene ormai vecchio di tre secoli, ancor oggi non solo non è assimilato ma non è nemmeno capito dalla maggior parte delle persone.
Infine la firma apposta a chiusura della costituzione, "La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale", costituisce l'ultimo tassello dei due anni da costituente.
Dunque, un personaggio, Nobile, che si rivela sempre più affascinante quanto più si legge qualche nuovo studio che lo coinvolge. Un personaggio ancora tutto da scoprire e approfondire. Un personaggio che la sua terra non può e non deve dimenticare.

mercoledì 11 giugno 2008

La mala si ammala.

05 maggio 2008
Felice Graziano (43 anni di Quindici già detenuto), Biagio Graziano (32 anni di Quindici), Assunta Santaniello (69 anni di Quindici), Anna Romano (34 anni di Quindici), Biagio Fusco (50 anni di Quindici già detenuto), Felice Graziano (44 anni di Lauro), Antonio Siniscalchi (37 anni di Bracigliano), Sabato Leone (31 anni di Bracigliano), Domenico Desiderio (59 anni di Lauro), Annibale Siniscalchi (50 anni di Bracigliano), Ferdinando Damato (51 anni di Bracigliano), Arturo Graziano (66 anni di Quindici), Gilda Rega (57 anni di Quindici), Fiore Graziano (35 anni di Quindici già detenuto), Salvatore Graziano (37 anni di Quindici già detenuto) , Massimo Graziano (36 anni di Sarno), Augusto Donnarumma (40 anni di Quindici), Patrizio Donnarumma (27 anni di Quindici), Antonio Donnarumma (41 anni di Quindici), Gaetano Torino (32 anni di Roccapiemonte), Luigi De Caro (51 anni di Bracigliano), Giovanni Moccia (37 anni di Bracigliano)
06 giugno 2008
Giulio Acierno, Natale Allocca, Edoardo Avelli, Lucia Bortone, Palma Bossone, Finizia Caiazza, Salvatore Caliendo, Pellegrino Capaccio, Bernardo Cava, Biagio Cava, Salvatore Cava, Concetta Cerciello, Raffele Della Grotta, Armando Della Pia, Amedeo Fabi, Paolino Fabi, Santolo Fabi, Luigi Ferraro, Maria Maddalena Franzese, Carlo Fusco, Alfonso Lanza Galeota, Felicetta Lanza Galeota, Florio Lanza Galeota, Italia Lanza Galeota, Giuseppe Giugliano, Mario Giugliano, Sabato Guerriero, Giulio Maffettone, Aniello Mari, Francesco Mari, Alberto Fiore Mazzocca, Giuseppe Menna, Antonio Napolitano, Aurelio Pacia, Giuseppe Pacia, Michele Palmese, Attilio Paolella, Carmine Pescatore, Daniele Picariello, Antonio Scibelli, Raffaele Scibelli, ArduinoSiniscalchi, Durante Siniscalchi, Giuseppe Sorrentino, Gennaro Tuccillo, Carmine Valente.

A distanza di poco più di un mese, dopo anni di indagini,
i suddetti, sono stati tratti in arresto. I primi sono gli affiliati al clan GRAZIANO e i secondi al clan CAVA.
Episodi significativi e di rilievo che possono dar vita a quel cambiamento di cui necessita Quindici e gli altri paesi del Vallo stanchi di essere etichettati come camorristi e soprattutto citati solo in casi di cronca nera.
Sfruttiamo questo momento importante.
Le forze dell'ordine hanno cambiato atteggiamento. Non si limitano ai semplici arresti ma colpiscono il punto debole: mettono le mani in tasca, sequestrano beni mobili ed immobili.
Con loro cambiamo anche noi.
Abbattiamo il mito dell'onore. Dalle foto pubblicate su Ottopagine alcuni degli arrestati, all'uscita dalle loro case, ostentano uno sguardo fiero ed orgoglioso. Non è un arresto che ci rende uomini.
Abbattiamo il mito del denaro. Non veniamo apprezzati per quello che abbiamo o mostriamo ma per quello che siamo.
Abbattiamo il mito del potere. Solo ciò che diamo rimane nostro per sempre.
Abbattiamo questo muro di omertà ed indifferenza che rende la malavita più forte e più radicata.
Abbattiamo il permissivismo anche quando si tratta di amici e parenti.
Alziamo la voce e senza timori.